Il viso è quello di una bimba monella. E monella deve esserlo veramente se è arrivata al punto di chiudere in un cassetto il suo nome di battesimo e sostituirlo con Dea. Monella e sfrontata. E anche con le spalle larghe tanto da sopportare il carico di aspettative (ed eventuali prese per il culo) che tale nome produce.

CANTA E BALLA COME RAFFA

La nostra Dea dice di sé di essere un’anima strana, nata cantando e ballando. E che invece di giocare con le bambole cercava risposte sul senso della vita. La missione deve esserle riuscita, visto che nel corso dei suoi (non si dice quanti) anni si è presa una laurea in mediazione linguistica per poi virare verso una carriera di Speaker. Motivational speaker, per essere precisi. E non osate chiedere spiegazioni a noi sul significato dell’aggettivo. Confrontatevi direttamente con questa brunetta che canta e si muove come la più celebre biondina degli anni ’70, cioè Raffaella Carrà. E se non ci credete guardate il video che ci riporta al varietà del sabato sera. Penserete, una figlia del nostro tempo che si rifà alla Carrà… Ma che è pazza?

LA DEA TATUATA

Sospendete ogni giudizio – anche se è lecito pensarlo – perché siamo di fronte anche ad una Inkmodel. Traduzione: modella tatuata. E poi amante della fotografia, la sua. Potete ammirarla con poca stoffa addosso, come la stessa Dea scrive di suo pugno. Narcisista? Piano con le parole perché basta andare più a fondo per comprendere meglio. Recita il vangelo secondo Dea: “Ognuno di noi ha una missione in questa vita, ma crescendo dimentichiamo chi siamo davvero e spesso diamo più importanza a quello che gli altri si aspettano da noi piuttosto che a noi stessi. E non si tratta di egoismo, ma di amore folle per l’unica persona al mondo che può davvero aiutarti in ogni situazione:tu”.
Ma la nostra Dea, a cui il creatore deve aver allungato la giornata, fa tanto altro, dal social manager al teatro, dalla personal trainer alla scrittrice di narrativa. Signori, questa è la vostra Dea.

UN REGALO CON DEDICA

Non ho scritto nostra perché con le divinità non vado tanto d’accordo e non vorrei precludermi la sua simpatia già dal primo contatto. E poi ho fatto fatica ad accettare persino il nuovo nome di Cassius Clay…
PS – gentile Dea, se vorrà, la nostra redazione avrebbe il piacere di regalarle una bambolina. Così, magari per contribuire a recuperare quella parte fanciullesca che non ha mai fatto male a nessuno.